Artrosi della caviglia e del piede
L’artrosi della caviglia e del piede è una degenerazione progressiva della cartilagine articolare delle articolazioni del piede e della caviglia, che provoca dolore, rigidità e limitazione funzionale. È meno comune rispetto all’artrosi del ginocchio o dell’anca, ma può essere molto invalidante.
Articolazioni più colpite
- Caviglia (articolazione tibio-tarsica)
- Sottotallare (subtalar): tra calcagno e astragalo
- Articolazioni medio-tarsali: Chopart e Lisfranc
- Articolazioni metatarso-falangee (spesso all’alluce, es. alluce rigido)
Le cause principali sono traumi pregressi quali fratture, distorsioni o lesioni della caviglia; artrite post-traumatica, invecchiamento naturale della cartilagine, malattie metaboliche o infiammatorie come l’artrite reumatoide, gotta, sovraccarico cronico (sport ad alto impatto o lavoro in piedi).
Si associa a dolore durante il carico (camminata, corsa, salite/scendere scale), rigidità mattutina o dopo inattività, gonfiore e sensibilità locale, riduzione della mobilità della caviglia o delle dita, deformità progressive: valgismo, varismo o deviazioni delle dita.
Fratture da stress
Le fratture da stress sono piccole fessure ossee che si sviluppano a causa di sovraccarico ripetitivo o microtraumi cumulativi, senza un evento traumatico acuto. L’osso si adatta a carichi ripetuti con micro-riparazioni continue, ma se il carico supera la capacità di rigenerazione ossea si va incontro a microfratture che portano poi ad una frattura da stress
Colpiscono più spesso ossa portanti come tibia, metatarsi, calcagno, femore o ossa del piede, ma possono interessare anche altre ossa.
Le cause principali sono le attività sportive ad alto impatto come corsa, basket, calcio, danza; cambiamenti improvvisi di carico (aumento intensità/volume), biomeccanica alterata come piede piatto, pronazione eccessiva, scoliosi; osteoporosi o deficit nutrizionali (mancanza di calcio, vitamina D, proteine).
Si associa a dolore localizzato che peggiora con attività e migliora a riposo, dolore inizialmente sordo, poi più intenso e costante, gonfiore locale e possibile lieve arrossamento, difficoltà a camminare o correre, senza trauma evidente
Osteonecrosi (astragalo)
L’osteonecrosi astragalica (o necrosi avascolare dell’astragalo) è una condizione in cui una parte dell’osso dell’astragalo perde la sua vascolarizzazione, portando a morte del tessuto osseo, collasso parziale e possibile artrosi della caviglia e delle articolazioni sottostanti.
L’astragalo è un osso fondamentale della caviglia, situato tra tibia, calcagno e navicolare. Ha una circolazione sanguigna delicata, quindi è particolarmente suscettibile a necrosi dopo traumi o compressioni
Le cause principali sono di origine
- Traumatica
- Fratture dell’astragalo, soprattutto del collo
- Distorsioni gravi con compromissione vascolare
- Non traumatica
- Uso prolungato di corticosteroidi
- Alcolismo cronico
- Malattie metaboliche: anemia falciforme, lupus, ipercoagulabilità
- Idiopatica
Si associa a dolore sordo e continuo alla caviglia o al retro del piede, peggiora con carico (camminata, corsa), possibile rigidità articolare, gonfiore lieve, talvolta limitazione progressiva della mobilità. In fase avanzata: deformità e instabilità della caviglia
Rottura del tendine d’Achille
La rottura del tendine d’Achille è una lesione completa o parziale del tendine che collega il muscolo gastrocnemio e soleo al calcagno, spesso causata da un trauma improvviso o da uno sforzo eccessivo durante attività sportive. È un infortunio grave perché compromette la spinta del piede e la deambulazione.
Il tendine d’Achille è il tendine più forte e spesso del corpo umano, situato nella parte posteriore della caviglia. Connette i muscoli del polpaccio all’osso calcaneare, permettendo di alzarsi sulle punte dei piedi e spingere durante la corsa o salto
Le cause principali sono:
- Trauma acuto: scatto improvviso, salto, cambi di direzione veloci;
- Sforzo eccessivo: corsa, calcio, basket;
- Degenerativa/cronica: tendinopatia preesistente indebolisce il tendine;
- Fattori di rischio: età > 30 anni, uso di corticosteroidi o antibiotici fluorochinolonici
Si associa a dolore improvviso e acuto nella parte posteriore della caviglia o polpaccio, sensazione di colpo o “calcio” al tallone, difficoltà o impossibilità a camminare sulle punte dei piedi, gonfiore e lividi lungo il tendine, Segno di Thompson positivo: la gamba non si flette quando si comprime il polpaccio.
Tendinopatia dei peronieri
La tendinopatia dei peronieri è una lesione degenerativa o infiammatoria dei tendini peronieri (peroneo lungo e peroneo breve), situati sulla parte laterale della caviglia. Questi tendini stabilizzano il piede lateralmente e permettono la pronazione e la spinta del piede durante cammino e corsa.
Le cause principali sono sovraccarico cronico specie in attività quali corsa, calcio, basket, danza, instabilità cronica della caviglia in caso di pregressa distorsione, scarpe inadatte o superfici irregolari, trauma diretto o microtraumi ripetuti
Si asocia a dolore sulla parte laterale della caviglia, spesso sotto il malleolo, gonfiore o lieve edema lungo il tendine, peggiora con carico, corsa o salti, da sensazione di scricchiolio o scorrimento dei tendini. In casi cronici: debolezza nell’eversone del piede o instabilità
Fascite plantare
La fascite plantare è una infiammazione della fascia plantare, il robusto legamento fibroso che corre lungo la pianta del piede dal tallone alle dita e che sostiene l’arco longitudinale del piede. Ci aiuta ad ammortizzare il peso del corpo, mantenere l’arco e contribuire alla propulsione durante il passo. È una delle cause più comuni di dolore al tallone, soprattutto nei corridori e in chi sta molte ore in piedi.
Le cause principali sono sovraccarico cronico o attività ad alto impatto come corsa, salto, sport su superfici dure, piede piatto o eccessivamente cavo, scarpe inadatte o usurate, aumento improvviso di peso o attività fisica. E’ più frequente dopo i 40 anni quando si riscontra perdita di elasticità della fascia.
Si riconosce dal dolore sotto il tallone, spesso più intenso al risveglio o dopo periodi di inattività, dolore diminuisce camminando, ma può peggiorare dopo lunga attività, sensibilità al tatto lungo il bordo mediale del tallone, possibile lieve gonfiore
Borsite retrocalcaneare
La borsite retrocalcaneare è un’infiammazione della borsa retrocalcaneare, una piccola sacca piena di liquido posta tra il tendine d’Achille e il calcagno, che serve a ridurre l’attrito durante il movimento del piede. Questa condizione causa dolore e gonfiore nella parte posteriore del tallone, soprattutto durante attività con carico.
Le cause principali sono sovraccarico ripetitivo come corsa, salto, camminata prolungata, scarpe inadatte come tacchi alti o scarpe rigide sul tallone, deformità del calcagno, infiammazione cronica del tendine d’Achille (tendinopatia), trauma diretto sul tallone.
Si associa a dolore localizzato sulla parte posteriore del tallone, peggiora con carico, gonfiore o arrossamento sul retro del tallone, sensibilità al tatto tra tendine e calcagno, possibile difficoltà a indossare scarpe con retro rigido.
Alluce valgo
L’alluce valgo è una deformità del primo dito del piede, caratterizzata da deviazione laterale dell’alluce verso le altre dita e spesso da protrusione ossea mediale della testa del primo metatarso (comunemente chiamata “cipolla”). Può provocare dolore, difficoltà a calzare scarpe e alterazioni della postura del piede.
Le cause principali sono predisposizione genetica dove un piede piatto o ipermobile favorisce la deformità, scarpe strette o con punta a becco che comprimono sul primo dito, sovraccarico e alterazioni biomeccaniche del piede, artrite o patologie articolari croniche.
Si associa a dolore al lato mediale del piede, soprattutto in scarpe strette, gonfiore, arrossamento e borsite sulla prominenza ossea, callosità tra primo e secondo dito, difficoltà a camminare o attività sportiva, progressiva deviazione del primo dito.
Alluce rigido
L’alluce rigido è una patologia degenerativa dell’articolazione metatarso-falangea dell’alluce (MTP), caratterizzata da riduzione progressiva della mobilità articolare, dolore al movimento e spesso deformità secondaria. È una causa comune di dolore al piede nei soggetti adulti e può limitare significativamente la camminata
Le cause principali sono artrosi primaria (degenerazione articolare legata all’età), traumi pregressi quali fratture, distorsioni o microtraumi ripetuti, alluce valgo pregresso o piede piatto, alterazioni biomeccaniche del piede, sovraccarico e attività ad alto impatto.
Si associa a dolore anteriore e dorsale dell’alluce che peggiora durante la spinta nel passo, limitazione dorsiflessione dell’alluce, rigidità articolare, possibile gonfiore e osteofiti palpabili, difficoltà a camminare su superfici dure o indossare scarpe chiuse. In fase avanzata: dolore anche a riposo
Dita a martello o a griffe
Il dito a martello e il dito a griffe sono deformità delle dita del piede, spesso causate da squilibri muscolari, alterazioni biomeccaniche o patologie associate come alluce valgo o piede piatto. Sebbene simili, hanno caratteristiche anatomiche e funzionali diverse.
1. Dito a martello
- Descrizione: flessione dell’articolazione interfalangea prossimale (IFP), mentre l’articolazione metatarso-falangea (MTP) resta neutra o leggermente estesa.
- Aspetto: la punta del dito è rivolta verso il basso come un martello.
- Cause principali:
- Scarpe strette o con punta a becco
- Squilibrio tra flessori e estensori del dito
- Patologie del piede come alluce valgo
- Sintomi:
- Dolore sopra la falange prossimale, callosità dorsale
- Difficoltà a indossare scarpe chiuse
2. Dito a griffe
- Descrizione: flessione delle articolazioni interfalangee prossimale e distale (IFP e IFD) con estensione della metatarso-falangea (MTP).
- Aspetto: il dito assume una forma ad artiglio; può essere rigido se cronico.
- Cause principali:
- Piede cavo o instabile
- Neuropatie (es. diabete)
- Squilibri muscolari più gravi
- Sintomi:
- Dolore sulle articolazioni dorsali e plantari, callosità sotto la punta del dito
- Difficoltà a camminare e calzare scarpe
Metatarsalgia
La metatarsalgia è un dolore localizzato alla pianta del piede, in corrispondenza delle teste dei metatarsi, solitamente al 2°-3°-4° dito. Non è una malattia unica, ma un sintomo causato da sovraccarico, deformità o alterazioni biomeccaniche del piede.
Le cause principali sono sovraccarico come corsa, salto, attività in punta, Ppede cavo o piede piatto: che comporta una distribuzione irregolare del peso, dita a martello o a griffe,. alluce valgo o altre deformità metatarsali, scarpe strette, tacchi alti o suole rigide, obesità o aumento improvviso del carico
Si associa a dolore plantare davanti al piede, spesso sotto le teste dei metatarsi, peggiora camminando, correndo o stando in punta, possibile formazione di callosità sotto le teste metatarsali, sensazione di “piede stanco” o bruciore
Neuroma di Morton
Il neuroma di Morton è una neuropatia compressiva del nervo plantare digitale, più comunemente tra il 3° e 4° metatarso, che provoca dolore e formicolio nella parte anteriore del piede. Non è un tumore, ma un ispessimento del nervo dovuto a compressione cronica.
Le cause principali sono scarpe strette o con tacco alto che comportano la compressione metatarsale, sovraccarico durante corsa o sport ad alto impatto, piede cavo o deformità metatarsali, squilibrio muscolare intrinseco del piede, microtraumi ripetuti.
Si associa a dolore plantare anteriore, bruciore o scossa elettrica tra le dita, formicolio o intorpidimento 3° e 4° dito (più comune), ma può interessare altre dita, sensazione di “pietra sotto il piede” o di camminare su un corpo estraneo, peggioramento con scarpe strette o attività prolungata. Talvolta dolore alleviato togliendo le scarpe o massaggiando piede
